Non smette di piovere

Ho parlato ore al telefono con una di quelle amiche così vere che ogni tanto mi chiedo se io c’ero prima che ci fosse lei. A raccontarsi le cazzate, e poi le cose importanti, ad ascoltarsi cucinare.

Ho bevuto un bicchiere con quelle colleghe che non vedevo da mesi e le ho ascoltate ridere alle battute sulla mia vita buffa che poi se gli altri ridono si sentono utili anche quelli buffi.

Ho visto una coppia di amici amarsi fino a sposarsi in una sala di ori e specchi, con le guance bagnate e gli occhi adulti.

Le persone ti cadono addosso come la pioggia, ci inciampi dentro negli angoli sparuti quel giorno in cui hai sbagliato strada. Ti giri a guardarne solo alcune, che tante volte sei distratto, annoiato, indaffarato, stanco. Rimani a guardarne anche meno: quelle che non smettono di pioverti dentro. Quelle che ti si incollano negli occhi, che ti si appiccicano alla vita, che vorresti sotto la pelle, con cui puoi addormentarti sul divano, con le musiche giuste, con le battute insolenti, con le risate forti, quelle sincere che ti stravolgono la libertà così precisamente che pare tutto al suo posto.

Le persone ti scandiscono la vita, come la barista a cui riservi il buon giorno o quella che ti versa l’ultima birra prima di tornare a casa. Te la cuciono addosso la vita, ti dicono chi sei e chi non sarai mai. Di tutto quello che puoi avere e perdere, le persone sono delle occasioni uniche. Le sole in cui puoi perderti e cambiare, le sole che non dovresti mettere nella scatola delle cose usate, a scadere. Che altrimenti si tengono un pezzo di te e dei tuoi segreti a sbiadire, mentre dovresti tenertele scritte nelle rughe della faccia le tue persone, nei versi delle canzoni che passa la radio in macchina, nei dettagli imperfetti che hai mal sopportato di ognuna e che quindi hai esattamente coniato tra i tuoi.

Ho preso di nuovo la pioggia tornando a casa stasera, bagnata e con la faccia piena di rughe.

 

 

 

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Le cose rotte

Ho dovuto nascondermi sotto un balcone e provare a saltare oltre una pozzanghera gigante, ho tentato di schivare le gocce per non inzupparmi le ginocchia fuori da quel jeans che è evidentemente strappato oltre la misura.

La pioggia all’improvviso mi ricorda sempre quanto siano sciocche le aspettative e quanto inutili si rivelino spesso i piani. Ché poi inizia a piovere forte proprio quando tu non hai un posto in cui ripararti o un ombrello abbastanza robusto da non piegarsi controvento.

E la camminata sotto l’acqua mentre la gente cerca spazi d’asciutto per non rovinare la  piega, mi ricorda che le cose rotte sono molto più belle e decisamente più interessanti di quelle ancora non scalfite dalla vita. Che rimettersi a posto, non sempre dona un’aria stropicciata, la maggior parte delle volte aggiunge strati di valore.

Si diventa nuovi, dopo che si è stati rotti.

E il dolore diventa leggero, e gli abbracci valgono il doppio, i baci si allungano, i legami sono più rari e più forti, le risate più grasse e i temporali tutto sommato, romantici.

Riparare le cose rotte o sgualcite è un’arte vera di pochi, di quelli attenti ai dettagli, così sicuri da pensare di poter rendere migliore una cosa che sembra da buttare, così coraggiosi da riconoscere la bellezza di tutto quello che ancora deve succedere.

 

 

 

 

Aprile, 2018

Ci sono momenti nella vita in cui ci si trova a camminare per strade impreviste (Dante la scriveva meglio, e l’età è pure suppergiù quella, lo so).

Noi ci aspettiamo strade dritte, e loro si arricciano. Noi vogliamo che la vita ci risponda per come noi la sentiamo e lei tace per poi urlarti cose fortissimo quando vivi  sott’acqua e ti pare di non riuscire più a sentire niente.

A credere che le strade possano essere tutte lunghe, larghe e ad alta velocità, si fa peccato, più che altro perché si bestemmia dopo, quando ci si accorge che non si sta così comodi alla guida, ma ci si tiene aggrappati alla meno peggio mentre le montagne russe ti fanno volare a testa in giù e tu, se sei bravo, ti godi l’adrenalina del viaggio, se sei impreparato ti tieni solo fortissimo sperando di non cadere.

Qualunque sia il momento della vita o la curva che tentiamo di svoltare ora, io direi che la cose migliore che possiamo metterci in testa, tutti, è la verità. Per quanto una curva sia ripida, se è la tua strada, se è vera, ti sta portando al posto giusto.

Questa è una delle cose che ho imparato questo mese: anche nella più ripida delle strade, se vera, siamo al sicuro.

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Marzo, 2018

Meno di un anno fa vivevo in un’altra casa, avevo un’altra vita, ero un’altra persona.

Oggi pranzando con degli amici, tra l’ antipasto e il primo, un bicchiere di vino fresco e il primo sole che sa davvero di primavera, è venuto fuori il ricordo di un vecchio pranzo fatto insieme tempo fa in quella casa, con un’altra tovaglia e altri fiori sul tavolo. Ed è così diverso da sembrare incredibilmente lontano nel tempo: “un’altra vita”.

Esattamente quello che ho esclamato pensandoci. Quante vite ci sono dentro ognuna, quante incredibili storie e fiori con i vasi e pranzi della domenica. E quante persone diverse diventiamo, una persona nuova per ogni vita che ci concediamo.

Tutto per essere chi siamo, ogni giorno, un pezzetto di più di quello che eravamo il giorno prima senza che nessuno ci abbia mai fatto una lezione sulla vita o consegnato un libretto delle istruzioni. Abbiamo vissuto sempre con la sola speranza di fare la mossa giusta per arrivare a conquistare il re, facendo scacco matto.

Tutto senza un indizio su come sarebbe andata, di quali occasioni avremmo creato, di quanta pazienza ci sarebbe stata richiesta, quanta felicità ci sarebbe tornata in cambio, di quanto saremmo stati capiti o considerati un baro.

Tutto a naso.

Pare che chi ha un buon istinto infatti, parta avvantaggiato, riconoscendo il profumo delle buone opportunità: quelle dove si fa la vita, oltre ad impararla. Quelle che ci rendono persone migliori di quelle che eravamo nelle vita di prima e di prima ancora.

Io non so giocare, neanche sto qua a raccontarvelo quanto io sia assolutamente incapace di fare mosse intelligenti, anche se raccolgo e imparo dagli indizi.

Mi muovo spesso senza mappa, con la sola capacità di improvvisazione.

E così, questo mese mi insegna questo: sii sincera ed improvvisa.