La donna: da custode del focolare a cacciatrice di letti (parte 1)

Negli ultimi tempi, tra un trafiletto secondario ed un editoriale in prima pagina ho raccolto tantissime notizie: novita’, sviluppi, avvenimenti che mi hanno fatto sussultare piu’ o meno fortemente, ma mi hanno sempre in qualche modo colpito. E ora si parla di scuola, ora di giovani … ogni cosa mi colpisce. Mi sveglia e mi risveglia la coscienza. Alle volte mi sono detta che farei bene a pensarci meno, altre mi dico che quando certe cose mi sembreranno normali e non saro’ spinta dalla curiosita’ di comprendere certe dinamiche e cercare nuove prospettive allora, forse, mi saro’ spenta. O saro’ semplicemente appassita, meno donna, meno cittadina. Un po’ meno me stessa.

Eppure, non ho alzato grandi polveroni negli ultimi giorni, l’informazione e’ stata composta oserei. Chiedendomi se il fatto di parlare e riflettere su certe questioni possa definirsi in alcun modo”scomposto”. Ma! C’e inevitabilmente un ma alle porte di oggi! Anzi ce ne sono due. Precisi ed acuti come due spine da cui mi sembra d’essere stata punta e di cui sento ancora il prurito. Due notizie che tra le altre mi inchiodano i pensieri perche’ coinvolgono fortemente le donne, e richiamano pur non volendo la loro condizione nel nostro Paese, le loro possibilita’ di vita e tutto quanto ci giri attorno.

Il primo forse e’ cosa vecchia che si ripete: il Presidente Silvio Berlusconi durante il suo intervento alla festa dei giovani del PDL “Atreju” oltre alla quanto mai scontata invettiva contro la meschinita’ della Magistratura italiana e di Gianfranco Fini, continua ad affrontare il discorso della precarieta’ giovanile italiana ribadendo la possibilita’ della caccia allo “scapolo d’oro”.

Insomma donne, se avete la fortuna di essere carine o di ritoccarvi qui e la’ per potervi omologare cosi’ ai gusti dell’uomo medio moderno, non c’e’ alcun motivo di preoccuparsi! Basta investire su se’ stessi e sulla ricerca del partner modello, ricco, ricchissimo e preferibilmente vecchio, insomma meglio se dai 50 in su’, cosi’ che il desiderio di ereditare il tanto agognato bottino sara’ presto soddisfatto. Insomma, non solo si riduce una delle questioni sociali piu’ importanti d’Italia ad una storiella di poco senso e alcun contenuto, ma lo si fa anche inviando un messaggio che e’ semplice e chiaro: quanto piu’ sarai capace a venderti al miglior acquirente tanto piu’ potrai vivere una vita tranquilla ed essere felice! I nodi essenziali sono due: 1) non importa quanto tu possa essere intelligente, meritevole o brillante sopratutto se non sei bella, non avere ambizioni e ricordati di dover dipendere da un uomo come ne fossi un surrogato; 2) mi raccomando al vincolo del matrimonio, senza quello il gioco e’ vano, quindi l’unione deve trovare “valore” nel sigillo sacro e istituzionale del matrimonio. E che valore agguingerei!!!

Passiamo alla seconda spina…la ciliegina sulla torta! Straquadanio! Vogliamo parlarne? Deputato del PDL che dopo un’estate trascorsa a litigare rissosamente con i giornalisti e gli operai della Vinylis, ad insultare Roberto Saviano, ad invocare il metodo Boffo per Fini e le leggi ad personam per “difendere Berlusconi” (ci si chiede da cosa, la risposta sarebbe lo Stato, ma lui risponderebbe i Comunisti!!!!), afferma gloriosamente che : E’ legittimo vendere il proprio corpo per fare carriera in politica e avere un posto in lizza! E ancora peggio si eclissa il deputato per giustificare questa affermazione, dicendo che oggi la politica ha una dimensione pubblica e quindi bisogna presentarsi agli elettori in un modo che “piaccia”!

Capite bene quanta fatica si faccia a commentare una “cosa” che non meriterebbe commenti come questa (se non altro non ne meriterebbe di educati), ma dato che pare che tutto sia normale o giustificabile negli ultimi tempi, allora tengo a freno nervi e lingua, e provo a commentare il mio sgomento.
La prima cosa che mi viene in mente mentre ancora leggo la dichiarazione del deputato e’ quanto sia oramai basso il livello della politica italiana, in cui non si ha neanche piu’ il coraggio di metterci la faccia quando si fanno delle affermazioni del genere, considerato che i cittadini non hanno piu’ il diritto di “premiare o meno” chi credono con una scelta diretta. In fin dei conti si puo’ dire quel che si vuole, tanto la poltrona viene assicurata dal partito e poco importa se una fetta dell’elettorato si puo’ indignare. Per dirla in poche parole, non gli interessa neanche piu’ di tutelare l’apparenza ora che non devono essere votati, basta essere nelle grazie del “capo”.
Ma c’e decisamente qualcosa di piu’..

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