L’INSOFFERENZA

Sto cercando qualcosa. Ecco che sento di essere di nuovo al punto in cui nasce la mia insofferenza.

Credo che per un’artista questo potrebbe considerarsi l’inizio di un periodo creativo… la necessità di cercare qualcosa che risponde alla domanda che avverti. La necessita dell’oggi. E allora si cercano le parole che definiscano il testo perfetto, le melodie che possano disegnare il peso che ha l’aria in questi giorni, forme e colori per tracciare lo stato d’animo. La necessità della ricerca, della prospettiva. La curiosità. La tensione al domani. Stati che in alcuni momenti si assopiscono, mentre io mi siedo tra quello che ho e me ne riempio la vita, poi si svegliano. Non necessariamente perchè qualcosa sia accaduto. Si svegliano e basta, è come l’arrivo di una stagione, sapevi che sarebbe arrivata anche il mese prima, ne cogli i primi segni con il passare del tempo e poi “puff” un giorno all’improvviso hai bisogno di infilare la maglia “pesante”…perchè è arrivato l’inverno.

Per me, che non sono un’artista, spesso è l’inizio della scoperta di qualcosa di nuovo, alle volte invece è insofferenza e basta. Arriva, mi scuote, un pò mi confonde e poi sparisce.
Certo, dirai, visto che arriva, vale la pena che ti permetta di scoprire qualcosa di nuovo! E son d’accordo, ma non sono io che decido in questo caso. Più che altro ascolto, eventualmente seguo e vedo dove mi porta.

Tuttavia c’è qualcosa che mi piace, o che comunque mi sorprende ogni volta. C’è qualcosa a cui non potrei sottrarmi e che mi attraversa completamente. E’ questa tensione costante a sfidare me stessa, a cercarmi in ogni cosa che faccio, a mettermi davanti allo specchio per riconoscere qualcosa di nuovo. E’ l’insofferenza che pesa così forte in ogni giornata da rendermi plasmabile e volubile, ma anche attenta ad ogni dettaglio. L’istinto diventa più pesante del solito, assume più forza rispetto al resto e mi regala un fiuto, un intuito che mentre mi muovo tra le regole della normalità, solitamente, non ho. E’ come se tutti i miei sensi si assottigliassero per amplificarsi e ritrovare vigore. Vivo di sensazioni, colgo tutto ciò che mi si muove accanto con meraviglia e stupore, riassaporo tutto come fosse il primo assaggio e ne riscopro aspetti che forse avevo dimenticato o mai notato. Tendo verso pensieri insoliti e alle volte un pò irriverenti. Rido di più, piango di più, penso e parlo di più.

Non so mai dove mi porterà, se mi porterà a qualcosa. E sinceramente non vivo la preoccupazione di dover necessariamente arrivare da qualche parte. Arriva e basta. Come le stagioni. Come un temporale, che può lasciare tutto uguale dopo aver fatto un gran frastuono, distruggere ciò che incontra senza fare alcuno sconto o lavare tutto per regalare più colore ad un mondo che appariva grigio.

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