Retropensieri

In questi ultimi giorni il tempo è stato davvero pocchissimo. Le giornate sono volate via tra impegni di lavoro, feste e pranzi prenatalizi (come se quelli natalizi non fossero abbastanza!), la ricerca dei regali e ritagli di tempo con gli amici. Tra le corse, tendo sempre un orecchio all’Italia e cerco il tempo per leggere di quello che sta accadendo, anche se non mi sembra mai di averne abbastanza. Quante, troppe cose, esplose in così poco tempo e quante reazioni, purtroppo prevedibili.
Cerco di mettere insieme i tasselli del puzzle e riesco a fatica, o forse meglio ammettere che non ci riesco affatto. Provo, quindi, a chiedermi che strada stiamo facendo, dove stiamo andando ed è qui che arrivano le risposte più deludenti. Quando incapace di mettere a fuoco quello che accade, provo a prendere le distanze per avere una visione di larga scala e cercare una strada maestra: è proprio qui che le domande diventano più chiare e le risposte sempre più preoccupanti.

Provo a tirare le somme…oggi abbiamo un governo partito con una maggioranza schiacciante che si ritrova a festeggiare perchè riesce a conservare 3 voti di vantaggio in parlamento. Chiaramente, in termini politici la cosa è grave tanto quanto una sconfitta e determina un immobilismo che l’Italia ora non può permettersi. Oltretutto, vanifica il sogno di un governo forte e pronto a cambiare le sorti di questo Paese verso una svolta liberale. Eppure, sembra che abbiano vinto il Campionato. Finalmente dimostrata la supremazia contro nemici e traditori. Vinto il premio più ambito alla pesca del paese. Portato a casa il risultato vincente, detengono il primato in classifica. E naturalmente non ci facciamo mancare i dettagli: le risse, il tifo, gli assonnati in panchina.
L’opposizione, dal canto suo, vive momenti di imbarazzante indecisione e inutili tensioni interne. Come nella posizione diametralmente opposta, vive di “citazioni del giorno”, incapace di trovare una voce unica che accolga e sintetizzi i valori e le proposte interne. Essere i meno peggio non è certo una proposta allettante da offrire al Paese.

Al centro, c’è l’Italia. Che inizia a vivere la sopportazione con insofferenza. Che urla, cerca spazi per farsi notare, come a rincorrere dei signori che sono troppo presi dai loro affari di palazzo per porgere un occhio alla massa. Che fa di tutto per essere ascoltata e si sente rispondere con superficialità e non senso. Ci sono persone, centinania e centinaia, che cercano spazio per porre questioni importanti e che si ritrovano, incosapevolmente, protagonisti di un percorso storico e sociale piombato sulle loro teste all’improvviso. Si arriva alla violenza, che inasprisce solo gli animi, causa sofferenza, crea una tale rabbia nel cuore della gente che questa smette di pensare e inizia a spendersi in giudizi. La scelta è fin troppo semplice: giusto o sbagliato, male o bene. Tutti sembrano chiamati ad offrire la loro sentenza. E da lì poi, ci si barrica dietro le proprie posizioni e tutti gli altri diventano sbagliati, addirittura stupidi. I peggiori personaggi che potresti incontrare. L’Altro diventa qualcuno da colpevolizzare di qualcosa perchè NOI possiamo giustificare le nostre posizioni rendendo tutto più semplice. Tutto è esauribile nel sistema binario “torto/ragione”.
Quando si inizia a parlare della gente come di categorie vuol dire che la mente si è svuotata e che è solo la rabbia a trovare spazio. E ho tanto l’impressione che molta gente in Italia, oggi, sia vuota e colma di rabbia. Sul ciglio della sfida, della voglia di rivendicare una posizione di vittoria a tutti i costi, come per sentirsi finalmente forte. Padrona della posizione vincente. Quanta banalità.

I sentimenti non sono mai banali, nè le dinamiche che questi creano: la vergogna, la rabbia, l’euforia. Eppure vanno accolti, ascoltati, perchè sia possibile creare delle strade. L’Italia ha bisogno di strade. Di strade nuove, che inlcudano, che creino opportunità, che accolgano la frustrazione e diano forza a nuove speranza. L’Italia ha bisogno di credere in qualcosa che unisca e non divida. Ha bisogno di trovare qualcuno che creda nei suoi sentimenti e nella sua voce, di qualcuno che non la derida, ma ne ammiri gli intenti e abbia rispetto dei suoi sacrifici.

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10 thoughts on “Retropensieri

  1. cit. "L'Italia ha bisogno di credere in qualcosa che unisca e non divida"1)l'Italia, 150 anni fa era una bella giovinotta..vestiva semplice,non seguiva mode ma cercava di onorarsi e di progredire sull insegnamento e sul sangue di chi aveva fatto modo di poterla creare e sostenere… I Grandi eroi, patrioti,Re e Principi al seguito che decantavano la vittoria di tanta unione, avevano l'entusiasmo gioioso di aver scacciato il popolo invasore dalle loro terre, creando il sogno Italiano.. tutti uniti in una florida e prosperosa penisola, già resa famosa dalle battaglie di Roma con i suoi Imperatori… vederla rifoirire nuovamente…

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  2. 2)Nello stesso tempo che si coniavano i primi soldi con l'effigi dei re, nascevano, anzi iniziavano a proliferare le prime banche. qualcuno intui' l'affare, tanto che un famoso usuraio di napoli diede vita ad un posto che di li a poco sarebbe diventato un impero..Il Banco Di Napoli…la giovine Italia, continuava il suo cammino per guadagnarsi un dignitoso cammino nel futuro e riconoscersi tra le "potenze" mondiali… ahime' qualcosa non torno' nei conti, o meglio ritorno' la guerra, la prima grande guerra… 41 mesi di battaglie, morti e dispersi, deportati e mai trovati, la giovine ne usci vittoriosa…(ma per me una guerra e' una cosa persa in ogni caso)Onore e gloria per un pezzetto di terra.. ma va bene, il cammino della giovine e' lungo.. e si iniziano a costruire le prime macchine, i primi atelier di moda, le prime industrie e i primi non contenti che emigravano dall italia in cerca di fortuna… (che strano, mi sembra che accada anche oggi.. uhmm…)ma forte dei sentimenti che l'avevano fatta nascere, la giovine continua il suo percorso…

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  3. 3)ad un certo punto del suo cammino xo succede qualcosa che ha il sapore dello strano.. un certo signore che di mestiere faceva il giornalista, con vari stratagemmi diventa direttore di una testata.. di li in poi si fa amico molti personaggi e carico del suo carisma e della sua dottrina basata sull ordine e rigore, pian piano si fa strada in politica fino a diventare primo ministro… tanti nemici tanto onore diceva lui.. riuscendo a soggiocare anche i reali di casa Savoia, quest uomo riusci a creare un ventennio alquanto brillante per la giovine italia.. Molte opere furono fatte, molte cose cambiate, molte novita introdotte per il lavoratore e per i cittadini..

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  4. 4)la cultura era di casa, l'istruzione scolastica era buona e la giovine italia era contenta di questo, e, orgogliosa del cambiamento che stava nuovamente subendo, continuava imperterrita a inseguire quel sogno che voleva l'italia alla pari con la grandezza dell impero romano… ma da sola non sarebbe mai andata da nessuna parte.. ed ecco che si iniziarono a fare delle colonie per espandere il potere (mannaggia, anche questa volta per una manciata di potere e soldi….)e le prime invasioni con piccole battaglie… ma tutti questi sacrifici sono costati vite umane, soldi pubblici e risorse militari.. alla radio si acclamavano le vittorie ed il popolo entusiasta inneggiava sempre di piu.e le prime invasioni con piccole battaglie.ma tutti questi sacrifici sono costati vite umane, soldi pubblici e risorse militari.alla radio si acclamavano le vittorie ed il popolo entusiasta inneggiava sempre di piu a questo espandersi.il resto della storia la conosciamo un po tutti. qualcuno la dipinge rossa altri nera, ma cio che e' stato e' stato.

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  5. 5)Nel mentre di tutto cio', ognuno cercando di tirare l'acqua al suo mulino ha incassato soldi, benefici e quant'altro.Poi si formo' la Repubblica e la giovine italia ormai oltre la soglia degli anta, penso che forse era meglio cosi, era meglio togliere il re, e fare la democrazia.. si, democrazia, che bella parola! mi piace proprio!E di li in poi, uomini con buoni propositi,uomini con un po meno, iniziarono a ricostruire questa italia un po trasandata e devastata dalla guerra.ovviamente anche coloro che ci hanno liberato hanno preteso la loro fetta.e fu cosi che si iniziarono a fare intrecci politici, qualche omicidio fatto perche qualcuno si stava opponendo ad un sistema multinazionele energetico.interessi non dediti al comune benessere, insomma, come un porco , ognuno pensava a ingrassarsi, in barba a tutti quelli che soffrivano.Ma tanto che importa, stiamo diventando ricchi. mangia oggi, mangia domani, la giovine inizia ad accusare i primi colpi, ma forte e sicura del suo destino va avanti, fiera e orgogliosa.La ripresa industriale sembra andare bene (per i padroni….) si iniziano a produrre le macchine a grande scala, esce la moda del rock and roll, le feste in spiaggia e nessuno sembra curarsi di cosa stia realmente accadendo.. in fondo si sta bene e con 100mila lire al mese si e' ricchi..

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  6. 6)All'ombra di cio', ci sono sempre i nostri politici che di qualsiasi colore o schieramento, manovrano i fili di un sistema che andra' via via ingarbugliandosi sempre di piu… ma non importa, i soldi ci sono, la gente e' contenta e vada come vada godiamone oggi che domani non si sa'.la giovine, continuando ad oltrepassare gli anta, si inizia ad inginocchiare e a perdere memoria dei sacrifici fatti per arrivare a quel punto.. pian piano inizia a scricchiolare e per un puro "sentore" la gente inizia a non trovarsi con i conti.la storia si ripete,intrecci politici, complotti, assassini, commissionamento di crimini proprio come succedeva nell'antico impero romano sotto i senatori.La storia, potrebbe continuare dettagliatamente o per sommicapi ancora per lungo tempo… ma il mio tempo e' prezioso, per cui voglio arrivare alla fine di questo racconto

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  7. 7)Dopo tanti politici dalla parola promettente, vergogne, scandali, complotti, intrecci finanziari globali, banche mangia soldi, speculazione e malavita autorizzata e non, la giovine italia una mattina si alza, e toltasi la corona dal capo, si siede dinanzi al suo specchiatoio e con una lacrima di sangue, guardandosi in faccia inizia a fare il punto della situazione."Come mi sono ridotta, addio ai miei sogni, addio a tutto…ho fatto tanto bene e non me ne e' stato reso atto.. oddio, cosa faro' ora..mi sento come una puttana, derubata e violentata nell'animo, nel corpo e nella mente… nessuno mai mi darà piu cio' che ho perso.. meglio morire e sperare di rinascere e crescere come i miei avi avrebbero voluto.. sento il rumore delle loro ossa rivoltarsi nelle zincate fredde e umide… quanti sacrifici buttati,quanto sangue versato,allor vi dico figli miei, non guardate colore, idea o simpatia, ricostruitemi con onesta',cio'che e'mio appartiene al popolo, unico e sovrano"(questo era saltato…. )

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  8. @Anonimo: mi fa un pò strano chiamarti anonimo, 🙂 ma comunque volevo dirti che tu parli dei sacrifici storici che, certo, non dovrebbero essere dimenticati. Ma io, molto più semplicemente parlavo di quelli che spesso le persone sono costrette a fare ogni giorno per andare avanti con il lavoro, lo studio, la famiglia. Credo sia frustrante che non gli venga mai riconosciuta nessuna capacità…

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