L’anno che verrà (cantava Dalla)

Sul treno per Milano il primo giorno dell’anno non è proprio come essere a casa accanto al caminetto mangiando castagne, ma certo si vede un sacco di gente.
Le cuffiette e gli occhiali scuri, perchè confesso di partire con una voglia di socialità che è ben al di sotto dello zero. Anche la voce del capotreno che si cimenta in una performance d’inglese poco riuscita risulta irritante. E bè, quando è così, è così…pazienza!
Vorrei mettere in fila i buoni propositi per il prossimo anno, ma probabilmente diventerebbero un’altra check list da fleggare. Evitiamo. D’altronde si prova a dare sempre il massimo e quello che si raccoglie non è sempre in pareggio.
Allora io faccio così: vi dico solo cosa son certa ci sarà nel mio 2012…. di propositi pochi, di progetti qualcuno (ma la tradizione campana la dice lunga sul non svelare i dettagli per ogni progetto che si rispetti!).
Per il resto…
Ci saranno canzoni del venerdì da venir voglia di ballare, le mie insicurezze e il mio pragmatismo, le risate fragorose. Qualche piano di riserva, la settimana enigmistica e il giornale da sfogliare il sabato. I pranzi della domenica, i pasitos di Chiara, i pasticci con la farina e il forno per gli amici, il vino sempre in tavola, un pizzico di cinismo e una buona dose di sarcasmo (a sto giro il buonismo lasciamolo a casa). I lunghi discorsi sullo sgabbello della cucina, i tentativi di capire cose nuove e di impararne alcune, quelle da disimparare le ho già segnate! Più coraggio, qualche “pensiero fuga”, tanti angoli ancora da esplorare, la voglia di viaggiare e di avere tempo per me. I libri di Virginia, l’intraprendenza di Giovanni e il naso che punta sempre verso il cielo. Il mio caffè americano e le troppe agende sparse in borsa.
Tutto questo e certamente qualcosa in più che mi auguro sia ancora da scoprire. Tutto con la stessa faccia, quella che non ho mai potuto fare a meno di metterci.

“L’anno che sta arrivando tra un anno passerà, io mi sto preparando è questa la novità”.

Buon anno a tutti!

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One thought on “L’anno che verrà (cantava Dalla)

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