Il viaggio in treno

Sono su un treno che viaggia veloce, nella mia fortunata carrozza numero 7.


Le persone sui treni son belle da guardare perchè hanno la faccia che somiglia alla loro storia e al loro viaggio. Anche i loro vestiti dicono tanto, c’è la signora elegante che rientra a casa, ma ha lo smalto perfettamente intatto e gli orecchini in tono con il twin-set, sembra non essersi sgualcita dalla sua partenza ad ora; il professore con le chiavi appese alla cintura e tanti doc da consultare, il maglioncino sgualcito e la barba. Secondo me insegna informatica o anche chimica. La coppia di ragazzi accanto a me che si diverte giocando a monopoli su iPad, sono felici, non mentono … si capisce subito. L’uomo che si agita al telefono in corridoio parla con il suo amante, mi ha stretto il cuore ascoltarlo.

Poi c’è il mio nuovo libro che mi guarda dal tavolinetto perchè impaziente di essere sfogliato, ma proprio non riesco a resistere alla tentazione di passare il tempo fissando il mondo fuori dal finestrino, con la musica forte nelle orecchie. 

Mi piace perchè dal treno, il fuori sembra tutto bello, nonostante la luce bianca di questa 3° classe che appiattisce i colori e stanca gli occhi. Io tengo sempre gli occhiali scuri, qualcuno penserà che son cieca.

Uh guarda, c’è l’omino che mi chiede se prenotare per la cena, chissà come faranno a cucinare in un posto tanto stretto senza diventar matti! – mi chiedo io -. 


Naturalmente gli dico di no, sorridendo. Lui ricambia il sorriso con gli occhi.
Credo abbia apprezzato la mia gentilezza.
Credo che la gente migliore apprezzi sempre la gentilezza.
 

Che strane le domeniche di partenza, son domeniche solo a metà. Non c’è tempo per il caffè nè per il thè con le amiche … ed è tutta una corsa su un binario che già sai dove ti porterà, pero devo ammettere, bella la magia del credere che possano portarti in un posto speciale. Nel posto in cui per qualche incomprensibile dinamica cosmica tu ti sia trovata ad “approdare” e che abbia “bisogno” che tu lasci un po’ del tuo sapore in giro.
 

Ma è l’arrivo il momento che preferisco, quando come una bambina impaziente, corro ai taxi e fremo per salire sul “mio”. È un lusso che mi piace concedermi qualche volta, perchè guardare la città di sera da un taxi mi riempie gli occhi di vita e parlare con uno sconosciuto che probabilmente non rivedrò mai più, può rivelarsi incredibilmente interessante.
Ho scoperto che la saggezza popolare dei taxisti è fenomenale.


Proprio quello che mi ci vuole perchè la mia mezza domenica abbia un po’ il sapore che vorrei.

 
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