Il viaggio

“Son tutte importanti e son tante le persone che mi permettono di stare bene, che rendono la mia una bella vita. Poi ci sei tu, sopra tutti, da sola in cima. Che sei quel tutto e qualcosa in più, che sei solo tu.

E questo mi sembra un dramma perché io non lo so davvero se sono pronto per una cosa così bella.

Tu sei strana, solo tu, il massimo del voto che darei sotto tutti i punti di vista e io, per questo, un giorno credo che me ne andrò via.

Tutto questo è tutto ciò che ora non vorrei, che non avrei voluto ora. Io non voglio che stai qui, ma se poi te ne vai. Non so se voglio che te ne vai”.

Ho incontrato persone speciali, qualcuna mi ha insegnato a campare, qualcuna ad amare, altre la solitudine e altre ancora la compagnia.

Tutte mi hanno insegnato che qualunque sia la domanda, non sarà certo un altro ad avere le nostre risposte. Qualunque sia l’esigenza di un certo momento, del preciso momento in cui la vita ci presenta qualcosa, il conto o il premio, non sarà in un altro paio d’occhi che troveremo il modo di soddisfare il bisogno.

Le domande vivono con noi e con noi crescono e mutano continuamente, a volte si spengono così come si erano accese, giusto con un’ora di sonno in più. Le persone, semmai, rispondono solo ad altre persone. A tutto quello che ci portiamo dietro, al piccolo trafiletto storico che siamo. Rispondono al nostro desiderio di grandezza e di curiosità, alla nostra voglia di scoperta e di condivisione.

Quando ti insegnano l’amore, impari ad accettare i rischi e pericoli delle grandi scommesse. Capisci che non è vero che la prima cosa in cui esercitarsi è il famoso “dare-ricevere”, la prima cosa che impari, con l’amore, è ad essere coraggioso. Sono proprio le grandi scommesse che richiedono le scelte più impegnative. E io ho scommesso molto poco nella mia vita, ma sempre con grande impeto, perché non riesco a fare diversamente: vivo di slanci e di folli intuizioni, di principi caparbi e valori preziosi.

E poi nonostante le troppe inutili ricerche di senso, succede sempre che quando lo incontri davvero, l’amore, vi fissate per un po’ scrutandovi a lungo e a debita distanza, ragionate sulle reciproche debolezze, ma alla fine dei giochi è sempre lui a scegliere te. Forse per questo è tanto raro, forse per questo di tutto quello che incontriamo e che sembra attrarci, resta così poco che arriva a corrisponderci. Tra tutti quelli che un po’ ci rendono felici, ci sarà sempre quell’uno che se ne sta da solo sulla punta della nostra piramide e lascia tutti gli altri un po’ indietro, quel “solo” da cui non ci sentiamo invasi, che arriva dritto a meta senza passare dal via e risponde a noi e basta, lasciandoci alle spalle tutte le inutili domande a cui crediamo di dover trovare continuamente una risposta.

“Basta, sono stufo di combattere contro la mia volontà, tanto è inutile: sei già parte della mia vita e non credo di volerne una senza di te”. 

L’unica risposta che ha senso prima di un lungo viaggio, spesso, è l’incapacità di trovarne una.

Buon viaggio.

Si va per mare.

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3 thoughts on “Il viaggio

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