Radici e libertà

Io sono una persona profondamente radicata. Non so se si capisce.

Sono emotivamente ancorata ai luoghi in cui sono nata e cresciuta. Ma anche a quelli in cui mi sono formata, strada facendo.

Eppure, tutte le persone che mi conoscono, me compresa, avrebbero scommesso sul fatto che prima o poi sarei andata via, che avrei cercato e girato. Che avrei preso tanti treni e, sopratutto, che non sarei mai tornata.

Sono giorni che penso al fatto che tutto ciò che sono dipende e dipenderà imprescindibilmente dalla bambina che sono stata e dalle persone che mi hanno circondato ed ispirato, da bambina e poi, man mano, ogni giorno fino ad oggi.

Sono giorni che penso che se non fossi stata circondata da donne intelligenti e preparate, probabilmente non avrei mai desiderato studiare, penso che se non fossi stata spronata a dare di più non avrei mai imparato a chiedere a me stessa, che se non fossi stata capita e coccolata, non avrei mai imparato a perdonarmi per quello che non riesco a fare.

Sono giorni che penso che se non fossi cresciuta fra l’amore per la vita, la voglia di condividere la gioia, ma pure la paura e la tristezza, con gli amici, probabilmente oggi rispetterei priorità differenti.

Mi accorgo tutto d’un tratto di dovere tutto a chi ha seminato in me la passione per la vita, la gratitudine per le cose veramente belle, quelle che non costano niente ma che ci pensi tutta la notte e te le sogni pure, oppure quelle per cui ridi ore.

Di chi ha ascoltato dei miei “drammi” ad ogni età e poi li ha sdrammatizzati, rendendoli piccoli piccoli rispetto alla marea di possibilità di vita che avrei potuto ancora inventare. A chi mi ha insegnato la gentilezza (sopratutto di pensiero) e l’ospitalità.

M’accorgo con nuova consapevolezza di dovere tutto a chi ha innaffiato la mia voglia di poter andare lontano per scoprire cosa c’era ancora di meglio da vedere, vivere ed imparare. Per raccogliere tutto quanto potesse riempire quegli occhi sempre entusiasti.

Devo tutto a chi mi ha fatto sempre trovare una tavola imbandita e mi ha sgridato tutte le volte che mi ci sono seduta in ritardo, insegnandomi il rispetto per le persone che ami. Devo tutto a chi mi ha permesso di comprendere che la mia vita sarebbe stata sempre e sopratutto una mia responsabilità, che avrei dovuto rispettarla per poter chiedere agli altri di farlo, che avrei dovuto tentare prima di poter chiedere agli altri di tentare per me.

Devo tutto a chi mi ha insegnato che più importante dei giocattoli, sono le persone con cui puoi inventare la tua idea di compagnia. A chi mi ha preso in giro per tutte le cose stupide che ho fatto, ma che poi mi ha indicato la strada verso una nuova possibilità.

Ci sono persone arrendevoli e persone forti, e poi ci sono quelli che afferrano il senso della vita, lo trasferiscono agli altri, lo assorbono dagli altri. Le persone che attribuiscono valore alle cose “serie”, non urlano per dire la propria e hanno un repertorio di battute brillanti per affondare anche le peggiori tra le esperienze vissute. Le persone che non sanno mai se la stanno facendo giusta, che passano tutto continuamente sotto il torchio del dubbio, ma che poi sanno essere dei porti sicuri e confortevoli.

Devo tutto alle persone della mia vita in realtà, al fatto di averle avute, riconosciute e osservate.

E ogni viaggio che ancora m’aspetta non potrà mai scalfire la bellezza di una così grande fortuna.

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